Sapori del Rubicone per raccontare tutto il
buono e il bello che c’è ….
buono e il bello che c’è ….
Territorio, ricette, prodotti tra cui formaggi in primis e… s’inizia dalle due Dop casearie del nostro territorio ma non solo: idee, persone informazioni, segnalazioni e notizie che possono interessare la nostra quotidianità e il gusto delle cose buone da mangiare magari anche non troppo vicine ma che valgono la pena un viaggio e il nostro tempo libero: sapori del Rubicone si presenta!
In questo blog molto spazio sarà dedicato ai formaggi, cosa che in realtà avete già intuito. Ma non solo formaggi, lungo il nostro percorso vi racconterò anche di altre realtà non propriamente del Rubicone ma certamente patrimonio di tutti. Ci saranno le recensioni di alcuni ristoranti, raccontati in esclusiva per voi e troverete delle belle aziende dove acquistare eccellenze, di cui potervi fidare. Tante informazioni quindi: una contaminazione alimentare e culturale utile anche per chi vuole conoscere qualche territorio o qualche prodotto, oppure utile per indagare nelle tradizioni di un luogo. Ma ritorniamo ai Sapori del Rubicone, che voglio sottolineare a scanso di eventuali imitatori, è un marchio registrato da “Caseificio Pascoli”, e materialmente è un “paniere” di eccellenze del territorio, di cui qui, in questo post vi racconto le due più celebri (il formaggio di fossa Dop e lo squacquerone di Romagna Dop). Un ultima cosa prima di iniziare questo viaggio verso questi due formaggi: questo blog non è solo un blog di cucina e ricette anzi, ha come obiettivo quello di fornire informazioni di diverso genere, le stesse informazioni che uniscono i territori alle produzioni, detto in breve “si chiama cultura”!

Le tipologie di formaggi romagnoli si possono identificare in pochi soggetti: c’è lo squaquerone, il raveggiolo, il formaggio di fossa. Lo squacquerone è un formaggio molle da spalmarsi sulla piada calda, almeno nella versione culinaria tradizionale. La piada in Romagna è una vera autorità, un tempo il pane dei poveri! Possiamo invece definire lo squacquerone di Romagna Dop una delle ghiottonerie dell’arte casearia romagnola e deve la sua nascita alla casualità, infatti in origine era un semplice prodotto ricavato da latte vaccino scodellato fresco. Altro formaggio è il raviggiolo tipico dell’area appenninica a ridosso della Romagna Toscana, uno scodellato fresco di circa 800 grammi da mangiarsi fresco a 2 giorni dalla caseificazione, all’ aspetto è bianchissimo, contornato di felci ed è un formaggio tipicamente invernale. Si propone dall’ unico sapore lattosio, ha la classica compattezza di un budino (tremolante e a scaglie) direi esso sia un formaggio piacevole per il palati più raffinati. E finalmente arriviamo al formaggio di fossa, di cui le forme vengono stagionate negli antichi pozzi di Sogliano di Romagna, anch’essi prodotti d’eccellenza ma sconosciuti alla maggioranza dei consumatori vista la scarsissima disponibilita’ nel mercato di questo prodotto. Due le tipologie di formaggio di fossa: misto vaccino e ovino o di solo latte ovino. Il formaggio di fossa Dop è un formaggio antico e dal sapore particolarissimo, si produce tra Romagna e Marche, si stagiona a Sogliano al Rubicone e Talamello, rientra in una nicchia di opportunità di reddito per gli agricoltori e aziende piccole di trasformazione come i caseifici così come per gli infossatori: si effettuano due stagionature all’ anno, o almeno due sono le stagionature legate alla tradizione, la più nota è quella di agosto quando il formaggio viene sigillato nei pozzi di tufo di Sogliano al Rubicone per riemergere a novembre del tutto mutato nella forma e nel colore. Due sono le Dop, dicevo, del territorio in ambito caseario; formaggio di fossa Dop di cui brevemente vi ho detto sopra, e squcquerone di Romagna Dop (quest’ultima è una Dop giovane di appena un anno ma con importanti successi), si tratta infatti di un prodotto popolare tipico della così detta “Dolce Vita” che oggi per chi viene in Riiviera in vacanza significa anche un esempio gustoso e genuino di street food, magiare una piadina farcita allo squacquerone al volo o degustarla arrotolata e guarnita con altri alimenti in aperitivo se non a cena; Un tempo invece lo squacquerone di Romagna si consumava prevalentemente con cavoli e piadina; oggi la cucina lo rivede e reinterpreta in maniera unica e creativa grazie proprio a quella morbidezza e dolcezza che lo rende speciale”. Ora che ne sappiamo un po’ di più, vi sfido: chi mi invia una ricetta originale o magari ereditata dalla “nonna” che abbia questi due formaggi come protagonisti? In palio c’è un premio: la visita in azienda durante una delle fasi di produzione e una campionatura da portarsi a casa. Dovete inviare foto e ricette, noi con la nostra giuria fatta dai ragazzi che lavorano qui vi diremo chi vince!




